{"id":149,"date":"2012-10-16T13:46:49","date_gmt":"2012-10-16T13:46:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andreamonda.it\/?p=149"},"modified":"2013-02-11T02:28:26","modified_gmt":"2013-02-11T01:28:26","slug":"flannery-limmoralista-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreamonda.it\/?p=149","title":{"rendered":"Flannery, l&#8217;immoralista cattolica"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-150\" title=\"FlanneryO'Connor\" src=\"https:\/\/andreamonda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/FlanneryOConnor-263x3001.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"300\" \/>Secondo padre Michael P.Gallagher, decano emerito di teologia fondamentale all\u2019Universit\u00e0 Gregoriana, la scrittrice cattolica americana Flannery O\u2019Connor \u00e8 una \u201cesploratrice religiosa\u201d. Nel suo ultimo saggio pubblicato qualche settimana fa in Inghilterra, colloca la O\u2019Connor nella \u201ctop ten della fede\u201d: <em>Faith Maps: <\/em><em>ten religious explorers from Newman to Joseph Ratzinger<\/em>. La scrittrice \u00e8 in ottima compagnia: oltre a Newman e a Ratzinger, tra i dieci esploratori ci sono nomi altisonanti come quelli di Maurice Blondel e di Von Balthasar, di Bernard Lonergan e del filosofo canadese Charles Taylor (l\u2019unico vivente insieme all\u2019italiano Pierangelo Sequeri).\u00a0Alla fine di giugno \u00e8 uscito in Italia per i tipi della casa editrice cattolica Ancora, il primo libro interamente dedicato alla O\u2019Connor, un agile ma acuto saggio critico scritto da Elena Buia Rutt (giornalista laureata in filosofia con una tesi sulla scrittrice americana): <em>Flannery O\u2019Connor, il mistero e la scrittura<\/em>, con prefazione del padre gesuita Antonio Spadaro, scrittore de La Civilt\u00e0 Cattolica e autore di diversi lunghi articoli sulla spiritualit\u00e0 della narrativa o\u2019connoriana.\u00a0Infine: nel prossimo mese di agosto al Meeting di Comunione e Liberazione si terr\u00e0 una mostra-evento per presentare questa singolare figura di narratrice che si dichiarava scrittrice \u201cnon sebbene, ma proprio in quanto cattolica\u201d.\u00a0<!--more-->Senza dubbio un certo \u201ccatholic pride\u201d viene riscaldato dalle pagine, specie quelle saggistiche, della O\u2019Connor ed \u00e8 in questo orgoglio che si pu\u00f2 intravedere una prima ragione della riscoperta attenzione nei confronti di un\u2019autrice scomparsa nel 1964 da parte dei teologi, dei critici e del popolo cattolico. La O\u2019Connor \u00e8 una donna del sud degli Stati Uniti con i modi spicci e anti-intellettualistici di quei luoghi, dotata di cervello fine, lingua tagliente e una forte dose di ironia (e autoironia). Nata a Savannah nel 1925 e morta sempre in Georgia, a soli 39 anni dopo una vita segnata dalla malattia, il <em>lupus heritematosus<\/em> ereditato dal padre, scriver\u00e0 nel 1956: \u201c<em>Non sono mai stata altrove che malata. In un certo senso la malattia \u00e8 un luogo, pi\u00f9 istruttivo di un lungo viaggio in Europa, e un luogo dove non trovi mai compagnia, dove nessuno ti pu\u00f2 seguire. La malattia prima della morte \u00e8 cosa quanto mai opportuna e chi non ci passa perde una benedizione del Signore<\/em>\u201d. Come sottolinea la Buia nel suo saggio, questo della malattia e del Male (e del suo mistero), \u00e8 uno dei grandi temi dell\u2019opera della O\u2019Connor: due romanzi, ventisette racconti e, soprattutto, alcuni saggi di critica letteraria che, insieme ad una cospicua produzione epistolare, sono conosciuti ancora solo in parte dal pubblico italiano. Il titolo dei saggi letterari, <em>Nei territori del diavolo<\/em>, \u00e8 fortemente rivelativo perch\u00e9 questo \u00e8 il campo d\u2019indagine di Flannery, la \u201creligious explorer\u201d: il male, il peccato, l\u2019ombra dell\u2019esistenza, l\u2019unico luogo dove, proprio perch\u00e9 in ombra, la luce pu\u00f2 splendere. La O\u2019Connor infatti non \u00e8 una sociologa o psicologa del male, affatto; il suo approccio \u00e8 teologico, spirituale e, soprattutto, cattolico, con tutto il gusto cattolico per il paradosso (saltano in mente i nomi di Chesterton, Peguy, Greene): per la scrittrice di Savannah il territorio proprio della narrativa \u00e8 il dramma del bene e del male, della salvezza e della perdizione, della grazia e del diavolo, un dramma in cui <em>\u201cil diavolo getta le basi necessarie affinch\u00e9 la grazia sia efficace<\/em>\u201d. Da ci\u00f2 deriva che \u201c<em>la narrativa riguarda tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano e noi siamo polvere, dunque se disdegnate di impolverarvi, non dovreste tentare di scrivere narrativa<\/em>\u201d e che diavolo diventa in qualche modo \u201c<em>una necessit\u00e0 drammatica dello scrittore<\/em>\u201d; del resto \u201c<em>il mistero dell\u2019esistenza \u00e8 in parte peccato<\/em>\u201d e quindi la scrittrice non pu\u00f2 fare a meno di riconoscere che, in genere, i suoi racconti parlano<em> \u201cdell\u2019azione che la grazia esercita su un personaggio poco disposto ad assecondarla<\/em>\u201d anzi per meglio dire<em> \u201cdell\u2019azione della grazia in un territorio tenuto in gran parte dal diavolo<\/em>\u201d. L\u2019azione della grazia nei racconti della O\u2019Connor \u00e8 sempre un\u2019irruzione, violenta, improvvisa e imprevista che fa saltare gli schemi di un mondo (quello rurale e fuori dal tempo dei villaggi del sud degli Stati Uniti) il cui <em>principe<\/em> \u00e8 ben saldo al comando. C\u2019\u00e8 molta puzza di zolfo in queste pagine, il male \u00e8 raccontato in tutte le sue sfumature, follie e (de)gradazioni; non \u00e8 un caso la O\u2019Connor, che in vita non ebbe figli, pu\u00f2 essere considerata \u201cmadre\u201d di diversi artisti dell\u2019ultimo mezzo secolo, da John Huston (il grande regista realizz\u00f2 un film dal suo romanzo <em>La saggezza nel sangue<\/em>) al punk-rocker Nick Cave, da Quentin Tarantino al Bruce Springsteen di <em>Nebraska<\/em>, album molto <em>dark<\/em> scritto dopo la lettura dei suoi racconti. E non \u00e8 un caso che la scabrosit\u00e0 di questi racconti, con quell\u2019uso ricorrente dei toni violenti, ironici e grotteschi, ha sempre sollevato un alone di disagio e riprovazione anche in ambiente cristiano da parte di una critica pi\u00f9 \u201ctradizionale\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il punto \u00e8 che la O\u2019Connor, per dirla con termini pi\u00f9 contemporanei, \u00e8, da vera cattolica, recisamente anti-buonista e anti-moralista (e queste probabilmente sono altre due ragioni del rinnovato favore che oggi in ambito cattolico investe la sua opera) e quindi il lettore beneducato e perbenista sar\u00e0 sempre preso in contropiede dalle sue storie. Nel 1956 una recensione defin\u00ec il messaggio della sua opera \u201cimmoralistico in senso gidiano\u201d: cinquant\u2019anni prima il futuro premio Nobel aveva pubblicato un romanzo intitolato <em>L\u2019immoralista<\/em> in cui il protagonista, un marito non innamorato della moglie, compiva un viaggio in Africa che corrispondeva ad un viaggio dentro se stesso per liberarsi dalla rigidit\u00e0 puritana e convenzionale, lasciandosi andare alla sensualit\u00e0 e, attraverso questa, alla affermazione del vero s\u00e9. Niente di pi\u00f9 simile e vicino e quindi di radicalmente opposto rispetto alla visione della O\u2019Connor (la quale verso Gide provava letteralmente \u201cnausea\u201d) spiegata precisamente in una lettera tesa proprio a rispondere a quella critica: \u201c<em>sono convinta che il senso morale dello scrittore debba coincidere con il suo senso drammatico e questo significa che il giudizio morale deve essere implicito nell\u2019atto della visione. Per dirla in soldoni: io scrivo dal punto di vista dell\u2019ortodossia cristiana. Niente mi ripugna di pi\u00f9 dell\u2019idea di allestire un piccolo universo scelto da me, per diffondere un piccolo messaggio immoralistico. Scrivo sulla base di una solida fede in tutti i dogmi cristiani. Trovo che questo non limiti in alcun modo la mia libert\u00e0 di scrittrice e che amplifichi anzich\u00e9 ridurre la mia visione [\u2026] Per lo scrittore di narrativa, non credere in niente equivale a non vedere niente\u201d.<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per la O\u2019Connor la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 la capacit\u00e0 di visione, osservazione e contemplazione (anche con un \u201clittle grain of stupidity\u201d) della realt\u00e0, non per giungere ad un atto (la scrittura) come <em>\u201cmera copia della realt\u00e0<\/em>\u201d, osserva la Buia, ma \u201c<em>come interpretazione di questa alla luce della fede\u201d. <\/em>Il percorso partito dal primo dei dieci \u201cesploratori\u201d, il cardinale Newman (che Graham Greene vorrebbe come patrono dei romanzieri cattolici), passando per la O\u2019Connor e la sua \u201cvisione\u201d, si chiude con Ratzinger-Benedetto XVI che nella <em>Deus Caritas est<\/em> afferma che il programma del cristiano \u00e8 \u201c<em>avere un cuore che vede<\/em>\u201d. Visione della realt\u00e0 e, quindi, fiducia nella realt\u00e0; perch\u00e9 nella realt\u00e0 si cela il mistero, nel visibile c\u2019\u00e8 la via d\u2019accesso all\u2019invisibile, nelle piccole cose \u00e8 racchiusa la gloria divina. La scrittura della O\u2019Connor, che si dichiarava una \u201ctomista zoticona\u201d, \u00e8 una scrittura \u201csacramentale\u201d, per cui la realt\u00e0 non solo esiste, ed \u00e8 donata all\u2019uomo, ma resiste anche all\u2019aggressione del nichilismo, del relativismo e del <em>tedium vitae<\/em>. C\u2019\u00e8 una grande vitalit\u00e0 nelle scarne e scabrose pagine della O\u2019Connor, una gioia che nasce proprio dalla coscienza del male e del limite. Altro che \u201caffermazione del vero s\u00e9\u201d come diceva Gide, per la cattolica Flannery (che una volta scandalizz\u00f2 alcune donne protestanti dicendo che se l\u2019eucaristia era solo un \u201csimbolo\u201d, per lei poteva anche \u201candare al diavolo\u201d) la salvezza dell\u2019uomo \u00e8 sempre \u201cfuori\u201d, e precisamente chi salva l\u2019uomo \u00e8 solo il Dio incarnato in Ges\u00f9 di Nazareth. Come ben sottolinea la Buia, il mistero che avvolge l\u2019esistenza di ogni uomo \u00e8 \u201credentivo\u201d e passa attraverso \u201cil riconoscimento intuitivo di un Dio che trascende e salva l\u2019uomo, sanando la sua incompiutezza e fragilit\u00e0, sinonimo di umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Esploratrice del mistero del male che, come ricorda Timothy Radcliffe (padre generale emerito dell\u2019ordine domenicano) \u00e8 \u201cun mistero grande, ma il bene \u00e8 un mistero ancora pi\u00f9 grande\u201d, la O\u2019Connor \u00e8 talmente ancorata alla fede nell\u2019Incarnazione che forse mai nessuno come lei, nemmeno Peguy o Greene o Tolkien, ha mai scritto cos\u00ec \u201ccattolico\u201d nel \u2018900. Cattolico, cio\u00e8 fuori dagli schemi; scrive nella prefazione al saggio della Buia padre Antonio Spadaro che \u201c<em>la narrativa di Flannery \u00e8 in grado di \u2018resettare\u2019 una vita umana, farle ricostruire le gerarchie dei valori, ricombinare i pezzi, rivedere i giudizi e i punti di vista. Per questo la lettura di Flannery non \u00e8 facoltativa, ma obbligatoria<\/em>\u201d. I cattolici hanno preso sul serio l\u2019obbligo di lettura della O\u2019Connor, forse perch\u00e9 cercano sempre libri come il Vangelo, \u201cnon informativi ma performativi\u201d come dice il Papa, capaci cio\u00e8 di colpire come una spada le false certezze e di farci \u201ccambiare mente\u201d (<em>metanoia<\/em> \u00e8 la prima parola di Cristo) e di rimetterci in cammino con occhi nuovi perch\u00e9 <span style=\"color: #000000;\">\u201c<\/span><a href=\"http:\/\/aforismi.meglio.it\/aforisma.htm?id=382b\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Non smetteremo di esplorare.\/ E alla fine di tutto il nostro andare\/ ritorneremo al punto di partenza\/ per conoscerlo per la prima volta.<\/em><\/span><\/a><span style=\"color: #313131;\"><em>\u00bb<\/em><\/span>, come cantava Eliot, l\u2019undicesimo esploratore religioso del \u2018900 (sfuggito alla <em>top ten<\/em> di padre Gallagher).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">(il presente articolo \u00e8 apparso su Il Foglio il 26 agosto 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo padre Michael P.Gallagher, decano emerito di teologia fondamentale all\u2019Universit\u00e0 Gregoriana, la scrittrice cattolica americana Flannery O\u2019Connor \u00e8 una \u201cesploratrice religiosa\u201d. 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