
«Di questa costellazione di parole – chiedo – quale vi colpisce maggiormente, quale stella brilla di più?». Gratis lo capiscono tutti, non sanno che è latino questi ragazzi di liceo classico, ma è una parola che hanno trovato spesso (non troppo spesso, qualcuno si lamenta) lungo la loro strada di adolescenti: «È quando nun se paga». Un altro ricorda che “gratuito” è scritto a fianco alla parola “ingresso”, quando nelle discoteche le ragazze non pagano, non si sa perché solo le ragazze e qui si dovrebbe parlare di cavalleria ma sarebbe una diramazione troppo lunga, ma in fondo le lezioni sono anche il risultato delle mille diramazioni in cui ti trasporta la discussione con gli studenti. È qualcosa da fare con ordine e rigore, una lezione di religione, ma anche con l’apertura all’imprevisto, perché Montale ci ricordava che «solo un imprevisto ci può salvare» e Bernanos, citando santa Teresina, rincarava la dose con il suo «Tutto è grazia».
(Il presente articolo è uscito l’8 gennaio su Avvenire)
Per avvicinarsi ai ragazzi utilizzando la neolingua suggerisco l’esistenza dei due tipi di caratteri, con grazie e senza grazie! 🙂