Fare il bene, farlo bene, farlo insieme.
Questo è diventato il mio motto da un po’ di tempo a questa parte, quando ho scoperto che il segreto per fare bene il bene è farlo insieme. Come dice mio cugino Maurizio da soli ci perdiamo, insieme ci salviamo. Anche la sapienza rabbinica ci dice che a cadere siamo bravissimi da soli ma per alzarci abbiamo bisogno della mano di un amico. Ecco spiegato il -CI che è posto dopo la parola “pensando” perchè il pensiero, anche per un anti-cartesiano come me, è una splendida prerogativa umana. (continua...)

Il grande Fred

“Ma il finale è di certo più teatrale 
così di ogni storia ricordi solo/ la sua conclusione/ così come l'ultimo bicchiere/ l'ultima visione/ un tramonto solitario/ l'inchino e poi il sipario”. Così Niccolò Fabi in Costruire, una delle più belle canzoni italiane degli ultimi anni, coglie la struggente bellezza del finale, la medesima suggestione che ha colpito Maurizio Ternavasio, autore di questo saggio biografico su Fred Buscaglione che si legge “a ritroso”. Un po' come nei film di Billy Wilder, La fiamma del peccato o Viale del tramonto, chi parla è il morto di cui già scopriamo l'identità e il tragico destino sin dal primo fotogramma, così è in questo libro che dedica il primo capitolo a quel 3 febbraio 1960, all'alba, quando il corpo di Ferdinando Buscaglione, in arte Fred, fu ritrovato agonizzante a bordo della sua Ford Thunderbird rosa che si era scontrata con un tir all'incrocio di viale Rossini con via Bertoloni a Roma, proprio di fronte alla residenza dell'ambasciatore degli Stati Uniti, lui, Fred, che era stato a modo suo un singolarissimo “ambasciatore americano” in Italia. A questa coincidenza spaziale va aggiunta un'altra di tipo temporale: in quello stesso giorno usciva in Italia La dolce vita…